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La melodia

La mia testa è come una giungla tormentata da continue melodie a cui devo dare libero sfogo e trasformarle inevitabilmente in canzoni. In esse mi racconto, parlo solo di me e di quello che sento in maniera diretta, senza troppi giri di parole. Non sono qui per provare a cambiare la musica, la uso semplicemente come uno strumento di salvezza e per questo vi invito a fare un giro nella giungla. Nella mia giungla!

 

Graman, il vostro gorilla (e ben presto capirete il perché).

La melodia, parte tutto dalla melodia. Tutta la mia vita ne è continuamente influenzata ed è il mio fine ultimo. Non è così semplice da spiegare e nella maggior parte dei casi in cui l’ho fatto ho fallito, tutti i discorsi finivano puntualmente o con un “tu sei pazzo” o “è un dono che hai” ma mai ho avuto una risposta sensata o realmente soddisfacente. Ho anche provato a darne spiegazione scientifica ma anche in quel caso ho fallito; ho poi provato ad associarla a molte cose, alla fede, ad un mantra o alla droga e proprio di quest’ultima ne contiene le caratteristiche pur non facendone parte. Nel momento in cui si manifesta nella mia testa è paragonabile a una religione, perché è qualcosa che non si vede, qualcosa che non tutti possono sentire. Appena i recettori del cervello percepiscono un possibile motivetto, tutta la mia attività cerebrale si concentra su di esso, e smette di svolgere qualsiasi altra funzione. Ogni volta che ciò accade sono costretto a smettere di fare qualsiasi cosa stia facendo, e di correre a registrare in qualsiasi modo e su qualsiasi dispositivo quella nuova melodia. Capita spesso che mentre sono in gruppo abbandono tutti senza dare nemmeno una spiegazione e come il più devoto dei fedeli faccio esattamente ciò che il mio dio mi dice di fare.

 

È una formula che agisce sul pensiero, e per questo potrebbe essere paragonata a un mantra, cioè a una sequenza di parole che, ripetuta con una certa pronuncia e soprattutto con un’attitudine mentale corretta, è in grado di dare più potere alla nostra mente e creare degli effetti tangibili sulla vita. E per effetti tangibili intendo qualcosa di reale: più soldi, più amore, più felicità, più realizzazione, ecc. E queste sono un po' le aspettative che ti lascia, la melodia.

  

Agisce quindi sul cervello e per questo potrebbe essere paragonata a una droga.

 

La melodia libera endorfine e quando  penetra nel cervello provoca un certo piacere. Il tuo corpo è in uno stato di strana euforia mentre il cervello non fa altro che proporti e riproporti quella canzoncina ancora in fase embrionale, uno spermatozoo di canzone. È quello il momento in cui devi tirarla fuori e iniziare a darle una piccola forma. Nel momento in cui la prima sillaba prodotta dalla glottide fuoriesce dalle labbra, si arriva ad un picco di gioia misto a soddisfazione, che provoca piccoli orgasmi non manifesti. Quando la melodia viene fuori manca il completo controllo, in fase orgasmica, di tutte le parti del corpo.

 

Ma vi chiederete perché sono partito proprio dal parlarvi dalla melodia e magari non dai testi…

 

Beh, perché ogni momento bello o brutto della mia vita è stato inevitabilmente caratterizzato dalla sua presenza. Questa volta però voglio raccontarmi senza di essa, voglio “buttare su carta” me stesso per una volta senza le canzoni.  Mi racconterò come sto facendo in questo momento con una serie di” racconti”, a cui ho dato il nome di “a denti storti”. Ho scelto i denti storti perché è una caratteristica che mi rappresenta/tormenta da tutta la vita. Ho un’occlusione di terza classe, e secondo i dentisti una delle più gravi mai viste, che mi rende completamente diverso dalla morfologia facciale delle altre persone; diciamo che il paragone con il gorilla non è dato unicamente dalle mie movenze e dal mio culo sodo e particolarmente pronunciato, ma soprattutto dalla forma della mia faccia. Sono talmente contro corrente che ho i denti davanti indietro o quelli dietro in avanti ma fa lo stesso, e resta il fatto che associo a questa caratteristica tutta la mia creatività. A denti storti è un’idea pensata per tutti coloro che partono da una condizione di svantaggio, ma che hanno coraggio e forza da investire, è per i sognatori che partono veramente da zero.  A denti storti è l’italianizzazione del mito americano dove però i protagonisti non sempre riescono a vincere le proprie battaglie, chi nasce sfigato molto probabilmente non si trasforma in Spider-Man e chi ha i denti storti come me quasi sicuramente non diventa il figo della scuola. Questa rubrica di racconti non è per chi ce la fa, è per chi prova a farcela. E che lo Yoda me ne voglia o meno, tra fare e riuscire c’è una grande differenza, ma convengo con lui che il provare è una condizione necessaria e sufficiente del riuscire. Quindi ho associato al mio difetto una certa potenzialità, non sono bello, un po’ particolare, ma sono un creativo, sono una persona che crede molto nella forza del contesto, e, giustifico la mia creatività nel legame che c’è tra il mio aspetto fisico e il luogo in cui ho vissuto. Io sono un ateo convinto credo così tanto di essere ateo che ho fede nel fatto che non esista nessuna divinità che possa influenzare le mie scelte, e quindi non posso sopportare chi mi dice che scrivo canzoni perché ho un dono, sarebbe comodo ed entusiasmante che dio abbia scelto me e non altri ma purtroppo o per fortuna non è così.

 

Io scrivo canzoni perché ho PAURA.

 

Nelle canzoni non ho mai mentito, ogni frase, ogni strofa o ritornello provenivano da emozioni autentiche. Quando parli nella vita quotidiana puoi mentire in ogni modo, ma quando scrivi una canzone non puoi. Il testo è solo uno strumento che la melodia sfrutta a suo uso e consumo, la forza delle emozioni accumulate renderà un testo valido oppure un testo privo di significato emotivo. In “a denti storti” parlo di me perché sono la persona che conosco di più ma spero di riuscire a lasciare un qualche messaggio a tutti, specialmente a coloro che hanno voglia di provare a vivere in modo differente.

<<Non rido mai, non rido mai non rido mai.

Ho i denti storti e il cuore a cocci,

e vetri rotti sotto i cruscotti baci nascosti,

baci nascosti.>>

 

Da Escamotage, Graman.

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Commenti: 1
  • #1

    Gemma (domenica, 23 settembre 2018 18:27)

    Interessante!!!